Neurasthenia /ˌnjʊərəsˈθiːnɪə/

Oggi ho deciso che non sopporto chi:

– Parla senza cognizione di causa.
Che si suddivide nei seguenti, deplorevoli gruppi:

– – Chi è totalmente, o in buona parte, ignorante riguardo a un argomento, ma si premura di sentenziarvi a riguardo con la loquacità di una garrula lodoletta di bosco.

– – Chi ha un ego (o in alternativa una sindrome narcisistica) tanto spropositato – ma non ne è consapevole e, anzi, si crede umile e di mentalità aperta, questo è l’aspetto più grave – da assumere per verità incontrovertibili le proprie convinzioni personalissime, potenziale frutto di scarsa informazione e lasche misconceptions.

– – Chi bercia, soprattutto sul web, dando libero sfogo al lato più triste, miserando e gretto di sé perché nella vita reale si lascia pulire le scarpe sul completino nuovo pressoché da tutti quelli che incontra – salvo poi qualche birichina erezione se a pulirsi sul completino misura standard sono un paio di tacchi a spillo. Questi soggetti, spesso condizionati da una vaga bipolarità nei loro processi mentali, sono i più pericolosi e deleteri. Urlano e insultano protetti dall’abbraccio impersonale e rassicurante – che tristezza – di un ammasso di algoritmi sequenziali. In persona paiono docili (si legga vermiformemente smidollati) come morbidi agnellini, dal vello 100% sintetico “made in Bangladesh”.

– Chi si sente arrivato perché, a ogni occasione, sciorina un sapere marmoreo e libresco, figlio di dogmi interiorizzati e ripetuti almeno tante volte quante il 5 maggio in 5^ elementare. Conoscere senza giudicare è peccato, e resta quasi sempre sullo stomaco, lo sanno tutti.
Questi individui si sentono depositari di un sapere che non appartiene loro, e non perdono occasione per far notare al prossimo loro la loro squallida erudizione. Ne sono anche consapevolmente orgogliosi. Ma, del resto…
Salvo poi confrontarsi con realtà che non conoscono, e in queste dimostrare con una goffaggine vagamente pirandelliana la loro giurassica ignoranza.

– Chi finge ingenuità di opinione quando, vere, vuole solo provocare. Merita la damnatio memoriae, nemmeno un intervento punitivo serio di chi ha la spiacevolezza di leggerli (o ascoltarli).

– Chi sguazza beato nella binarietà di genere della lingua italiana e la brandisce come prova della sua ragione con l’aria minacciosa con cui l’arcangelo Michele agita la sua spada di fuoco (spada di fuoco… mmm). Beceri!
Quando esisteva il neutro non c’era l’effetto serra, il petrolio abbondava a fiumi e ridenti laghi (sotto terra), il dodo non era estinto, non c’era il turismo sessuale che ha fatto la fortuna della Thai Airways (i bordelli sì, quelli sempre, ed erano, qual graziosa coincidenza, di genere neutro).

– Gli uomini eterosessuali (questi solo oggi, però).
Sapete che rimanete tra i miei giocattoli prediletti.

Quelle misère optique!

Je préfère fermer les yeux, parfois.

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