Titania’s Lullaby

Enter Titania, Queen of Fairies, with her train

TITANIA
Come, now a roundel and a fairy song,
Then for the third part of a minute hence:
Some to kill cankers in the musk-rose buds,
Some war with reremice for their leathern wings
To make my small elves coats, that nightly hoots and wonders
At our quaint spirits. Sing me now asleep;
Then to your offices, and let me rest.

FIRST FAIRY
You spotted snakes with double tongue,
thorny hedgehogs, be not seen;
Newts and blindworms, do no wrong;
Come not near our Fairy Queen.

CHORUS (dancing)
Philomel with melody,
Sing in our sweet lullaby;
Lulla, lulla, lullaby; lulla, lulla, lullaby.
Never harm
Nor spell nor charm
Come our lovely lady nigh.
So good night, with lullaby.

FIRST FAIRY
Weaving spiders, come not here;
Hence, you long-legged spinners, hence;
Beetles black, approach not near;
Worm nor snail do no offence.

CHORUS (dancing)
Philomel with melody,
Sing in our sweet lullaby;
Lulla, lulla, lullaby; lulla, lulla, lullaby.
Never harm
Nor spell nor charm
Come our lovely lady nigh.
So good night, with lullaby.

Titania sleeps

Fatico a immaginare, alle volte, quanto sia rasserenante, estetica, l’esperienza di addormentarsi cullati dalla consapevolezza di avere il controllo delle proprie azioni, dei propri pensieri, e sapere di essere ogni giorno ancora identici a se stessi. Forti del proprio ruolo, protetti dal proprio ruolo. Perché è questo che conta più d’ogni altra cosa, l’identità.

An entanglement of cobwebs hanging from the darkest corners of your mind.

Serpenti, sciogliete dal mio petto il vostro groviglio mortale, spire lucenti, nessuna verità.

Tritoni, allontanate le vostre lingue, doppie lingue, che in due modi carezzano la mia pelle nuda. Non raccontate, non confondete. Tacete.

Ragni, sparite. Le vostre trame impalpabili, venefici fili di seta, mi avvelenano il respiro, mi infestano i polmoni, mi sbriciolano dall’interno. Sparite. Be gone.

Né una luce vorrei veder scintillare tra le pieghe del cielo. Né un palpito d’ali far risuonare sordi sonagli al mio debole orecchio.

Cieca, sorda, insensibile voglio essere al mondo e all’esperienza. Così non temo. Così saprò amarmi.
Regine. Tutte regine. Solo regine.
E le corone, pesanti.